mediazione civile
Con un codice sulla disciplina della mediazione un’opportunità per diffondere la cultura dell’adr
Guida al Diritto - Per il momento è solo un’ipotesi suggestiva, niente di più.
Ma chissà se un giorno, quando le legittime polemiche sull’istituto della mediazione civile si saranno affievolite, la costruzione di un codice di tutta la normativa della mediazione e dell’arbitrato potrebbe essere l’occasione buona per eliminare le incogruenze esistenti e coordinare le diverse discipline esistenti con lo strumento concilativo in tutte le sue forme.
L’esigenza di un codice e l’avvio della nuova disciplina - Per ora si tratta di un discorso in prospettiva - utile forse a creare anche un po’ più di consenso in relazione all’utilità dello strumento ma oggi lo scenario è diverso. Secondo le stime del ministero della Giustizia con l’applicazione del tentativo obbligatorio, infatti, anche per liti in materia di condomino e responsabilità civile auto, l’apporto delle cause in mediazione è pari a 400mila giudizi, 380 di questi sono relativi alla Rc auto e 20mila circa legati alle questioni condominiali.
La verifica relativa all’andata a regime del nuovo istituto richiederà diversi mesi ancora, solo allora si potrà giudicare se molte delle critiche avanzate contro la cosiddetta mediaconciliazione avevano un loro fondamento. A tal proposito, il dato più rilevante è collegato alla spinta voluta dal legislatore delle regole legate al Dlgs 28/2010 come strumento deflattivo e di alleggerimento del contenzioso ordinario, cioè il contributo che la cultura dell’Adr può dare all’emergenza dei circa 6 milioni di cause civili pendenti in ogni grado.
Il restyling dell’Europa - Per il momento l’unica certezza è che l’Europa si prepara a una rivisitazione della direttiva n. 2008/52/Ce del 21 maggio 2008, recepita appunto con il decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28. In sede comunitaria, infatti, si sta discutendo sulla possibilità dell’introduzione di nuovi incentivi con l’intento di favorire la diffusione dello strumento.
Sull’utilizzo limitato della mediazione si è soffermato lo studio «The Cost of Non ADR-Surveying and Showing the actual cost of INTRACOMMUNITY Commercial Litigation» e, in particolare, lo studio «Quantifying the cost of not using mediation - a data analysis» (PE 453.180) curato dall’Adr Center in 26 Stati membri (esclusa la Danimarca) nell’ambito di un progetto comunitario che individua una delle cause della mancata diffusione della mediazione nell’assenza di divulgazione dei benefici nell’impiego di questo meccanismo.
Tanto più che i risultati, malgrado l’uso poco diffuso della mediazione, sono sicuramente favorevoli.
Nella ricerca dell’Adr Center per favorire lo sviluppo di una “cultura” della mediazione - si propogono i seguenti interventi: 1) favorire la diffusione dello strumento della mediazione tra i professionisti e gli utenti anche con il ricorso a campagne di comunicazione, che rendono coscienti gli operatori del diritto circa gli effetti positivi che possono essere raggiunti, evitando (...)
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