Decreto Ias Fisco
Decreto ias-fisco
Guida alla Contabilità & Bilancio - Il decreto Milleproroghe contiene una norma destinata alle imprese che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (Ias/Ifrs).
IMPRESE IAS L’art. 2, co. da 26 a 28, prevede l’emanazione di provvedimenti relativi al bilancio di esercizio e alla fiscalità delle imprese Ias/Ifrs, relativi a principi contabili (intesi anche come modifiche/revisioni agli stessi) entrati in vigore dopo il 31 dicembre 2010 (box 1).
La formulazione della norma risulta alquanto imprecisa e di non facile lettura.
In particolare, si prevede (co. 7-ter) l’emanazione di un decreto del Ministero della Giustizia (competente in materia di bilancio), entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dei regolamenti Ue che adottano gli Ias/Ifrs, al fine di stabilire eventuali disposizioni applicative per realizzare, ove compatibile, il coordinamento tra i principi in questione e la disciplina del Codice civile, con particolare riguardo alla funzione del bilancio di esercizio.
Il decreto è emanato dal Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Economia (Mef), acquisito il parere dell’Organismo italiano di contabilità e sentiti Banca d’Italia, Consob e Isvap.
La previsione è inserita nell’art. 4, D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 , disposizione relativa all’applicazione dei principi contabili internazionali nei bilanci di esercizio (box 2).
Inoltre, il Mef provvede (co. 7-quater), ove necessario, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto della Giustizia, ad emanare eventuali disposizioni di coordinamento per la determinazione della base imponibile Ires e Irap.
Tuttavia, se il decreto delle Giustizia non fosse predisposto, il Mef può emanare le disposizioni di coordinamento, ma in questo caso entro centocinquanta giorni.
Pertanto, i decreti previsti sono due: il primo (Ministero della Giustizia, co. 7-ter) di carattere civilistico e il secondo (Ministero dell’Economia, co. 7-quater) di carattere fiscale.
Le due disposizioni necessitano di alcune precisazioni.
Innanzi tutto, appare chiaro che il Mef è preoccupato per un’eventuale perdita o spostamento di gettito da un esercizio all’altro conseguente all’introduzione di nuovi Ias, oppure alla revisione di precedenti principi.
Non vi è dubbio che, dal punto di vista fiscale, il Mef può emanare specifici provvedimenti in materia fiscale, anche se questo potrebbe vanificare le norme che, dal 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244 e D.M. 1° aprile 2009, n. 48 , si veda oltre), hanno avvicinato le disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) ai principi contabili internazionali (timore che, ad una prima analisi del decreto, parrebbe da escludere, almeno per il momento: si veda di seguito).
Inoltre, quanto illustrato avviene mediante un provvedimento ministeriale, ovvero del Mef, e non attraverso una disposizione legislativa: pertanto, dovrebbe (...)
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